-ATTENZIONE- "L'autore del Blog è una persona molto schietta e non sempre molto pacata, per cui alle volte si avvarrà di un linguaggio scurrile e volgare, tenere fuori dalla portata dei bambini da 3 ai13 anni, per effetti collaterali si prega di contattare uno psichiatra, o un esorcista se serve. Anche Gerry Scotti andrà bene."

domenica 31 marzo 2013

Le idee che ritornano



2 anni fa, nel 2011 ad essere precisi, arrivai finalista al concorso di Lucca.
Fu... Strano per me. Non mi aspettavo di arrivare finalista a un concorso di una fiera così importante, e con uno stile di disegno prettamente cartoon. Però ci arrivai.
Non mi meravigliai di Lucca, prima di allora ero andato li già due volte, per cui era tutto familiare.
Mi avviai verso il punto accredito così da poter entrare negli stand e nella fiera, mostre, japan palace TUTTO GRATIS. Ma non era quella la gran figata. No. La gran figata era questo:

Dalla foto non si capisce, ma sul cartellino c'era scritto "Autore"  e subito dopo il mio nome.
Autore, Mauro Forte. Il mio nome, su un cartellino di Lucca che mi permetteva di scorazzare ovunque in fiera GRATIS, mi sentivo come una divinità. È stato davvero fantastico.


Poi arrivai nel "Valhalla" dei fumettisti. La chiesa San Romano. Fu emozionante entrare in quel luogo e guardare questo enorme palco:



Fu davvero emozionante. Vedere esposte in quella chiesa i miei lavori, salire su quel palco...

Non so se provero di nuovo la stessa sensazione. Ad ogni modo, è stato incredibile vedere questo:



Certo, purtroppo per me la qualità del disegno rispetto a quello di molti altri progetti concorrenti era mediocre. Tuttavia interessante, o almeno mi piace credere questo. Voglio dire... Arrivare finalista a Lucca! Doveva per forza avere del potenziale.

Ad ogni modo, salii sul palco...


Sì, sono quello al centro, che parla con la giuria. Non ero riuscito a convincerli. Avrei potuto vincere, forse, se fossi stato più convincente, se il progetto avesse avuto uno storytelling (Non tanto il disegno) che funzionasse, oltre a un colore digitale migliore. Mi fecero domande che non mi aspettavo. Rimasi li, come un coglione.
Non ero preparato. Non ero pronto. Quanti capitoli? Quante tavole? Qual è il target? Quanto di spese di budget? Quanti personaggi? A cosa ti sei ispirato? Cosa vuoi raccontare? Perché?

Troppe domande, ad alcune non sapevo nemmeno come rispondere, principalmente perché non sapevo cosa rispondere. Ero convinto che bastasse saper disegnare per fare il fumettista. Non è così.

Ma che ne potevo sapere io, all'epoca, di economia tipografica? Tirature? bianco e nero o a colori? Stampa offset o a laser? Non sapevo davvero come rispondere, era tutto ALIENO, colpa  della mia inesperienza oltreché della mia incapacità. Su quel palco mi sono sentito ignorante, stupido ma soprattutto solo. Molto solo.

Ero li, davanti alla mia ignoranza, e dietro molte persone che osservavano. Ammiravano la mia ignoranza, la mia insicurezza e ne traevano coraggio. Come vampiri sanguisughe che sgignazzavano di fronte alla mia incapacità e si alimentavano della mia angoscia...

"Di questo andazzo, non diventerai mai un fumettista. Ti do un consiglio, se davvero ci tieni a questo mestiere abbandona lo stile cartoon.  Ora non sei nessuno."

E così scesi dal palco. Non era loro intenzione umiliarmi, ma non potevo fare a meno di sentirmi quanto meno depresso. Ciliegina sulla torta: Persi il cartellino con su scritto "Autore" Mauro Forte,
come sostituto dovetti accontentarmi di un cartellino con su scritto semplicemente "Ospite".

..."Ospite". Mauro Forte.

E così da "autore", uscii dal valhalla dei fumettisti con un cartellino che diceva semplicemente "ospite".
Fu terribile. Un colpo tremendo, terrificante. Non so come ho fatto a non piangere, ma passai la settimana più brutta della mia vita, probabilmente. Ed ero solo più che mai.

Chiunque al mio posto si sarebbe arreso all'evidenza, si sarebbe arreso e avrebbe cercato una strada diversa, un futuro diverso. Il valhalla dei fumettisti mi aveva respinto, umiliato e scoraggiato.

No. Io sono Mauro "Emme" Forte. Sono una testa di cazzo assurda, sono stato insultato e gettato a terra più volte in passato, subendo critiche distruttivissime e affrontando di tutto. Ero stato respinto e umiliato, forse anche scoraggiato, ma non mi sono arreso. Non mi sono arreso allora, non mi arrendero MAI.

Prima o poi ritornero li,  nel valhalla dei fumettisti,  ci ritornero a testa alta.
So bene che non è con le parole da anime che si raggiungono i risultati, ed è per questo che mi distruggo di studio e di disegno giorno dopo giorno. Io tornerò li, al valhalla, e quel giorno non dico di vincere, ma perlomeno quando scendero dal palco non mi sentirò né ignorante né tantomeno un fumettista fallito.

Ad ogni modo il passato è passato...

Però il progetto. Warp, penso che avesse del potenziale. Deve averne, o col cazzo che sarei arrivato addirittura finalista a Lucca. Non sapevo niente di editoria, all'epoca. Non dico di saperne ora, ma sicuramente ne so di più che in passato. Ad ogni modo, il motivo di questo post è perché ho intenzione di proporre "Warp" come web comics. Niente di troppo impegnativo. Opera in bianco e nero, a puntate, umoristico. Potrebbe funzionare! Dovrebbe funzionare...

E ad ogni modo, mi piace sognare, "Chi sogna, disegna" dice lo slogan, ed è proprio quello che continuerò a fare. Tsk, altro che fumettista.

Sono prima di tutto, un sognatore.

Vecchi studi su Warp

Ad ogni modo, un passo alla volta, per ora cerchiamo di rendere presentabile il disegno...
Un disegnatore che non lavora di fantasia, del resto, che razza di disegnatore è?


venerdì 29 marzo 2013

Metal Gear Solid 5 (Impressioni sul trailer)


Ciao, ragazzi, è con questa splendida immagine che vi saluto! Direttamente dal simpatico cartoon My little p... Ah. Mi dicono dalla regia che in realtà è una scena del trailer del nuovo Metal Gear Solid 5.


Wow.

Dunque, spero lo abbiate visto. Se non lo avete fatto, ecco a voi:


Ok, prima di parlarne premetto una cosa. Non schifo la saga di Metal Gear, anzi. Il primo su ps1 l'ho giocato e finito  tantissime volte, un capolavoro assoluto. Il 2 non l'ho giocato, il 3 sì ma mi sono rotto le palle dopo il secondo (o terzo?) boss.  Il quarto non avevo la ps3, ma la trama me la sono spoilerata a casa di amici...

Vogliamo seriamente parlare del finale del 4? Orribile. Questa pic vi spiegherà il perché:




LOL,  fa pariare e chi ha giocato il 4° sa il perché.

Ora, parliamo del trailer del 5, perché solo di quello si può parlare.

Inizio EPICO. Fantastico, sia registicamente  che emotivamente. Montaggio perfetto.

Certo, al minuto 1:45 c'è Darkman di Sam Raimi, però ci può stare! magari è... Che ne so, Ocelot o qualsiasi altro personaggio vecchio  o importante, ci può  stare no? Sorvoliamo....


...Fino al minuto 3:07.

A questo punto non capisci più niente, improvvisamente un trailer EPICO diventa il trailer di un film dell'Asylum. Che cazzo è quella? Una balena gigante di fuoco mangia elicotteri? WTF?! Cosa cazzo si è rollato Kojima?

DA QUI NON PUOI NON USCIRTENE CON BATTUTE DEL CAZZO SULLA BALENA INFERNALE.



Non me ne vengono altri esempi, ma me ne verranno sicuramente e moriro dal ridere ogni volta.
Seriamente, che cazzo si è rollato Kojima? Come se non bastasse arriva un cow boy a cavallo a salvare Snake e indovinate chi è?
Niente popo di meno che....


CAZZO RAGAZZI, È  DAVVERO LUI! È Doc de "Il ritorno al futuro 3"! Certo, è più giovane in quel di Kojima e ha un foulard rosso frocio che però per un cow boy fa figo, eh!

E quindi, il nostro amichevole Doc di quartiere salva la situazione portando a cavallo Snake, ferito che viene inseguito da...



Sì, esatto. UN FOTTUTISSIMO PEGASO UNICORNO INFERNALE ALATO. LOL


FOTTUTISSIMI PONY FAGS DI MERDA, AVETE DEVIATO LA MENTE DI KOJIMA!

E invece no! No, Kojima non è stato deviato, e con questo trailer dimostra qualche scena dopo che, anzi, odia con tutto il cuore i fottuti pony!

Eh, niente son scoppiato a ridere. Un trailer Epico, rovinato da queste cagate.

In metal Gear Solid ci sono sempre state delle cagate che distruggessero il realismo e la credibilità della serie. Il tipo che controllava le api, ad esempio. O il tipo con i corvi,od Otacon con i suoi discorsi sugli anime giapponesi ecc ecc... ma addirittura una balena gigante infernale mangia elicotteri? Un unicorno infernale alato? DOC?!

Poi vabbeh, come al solito  Kojima "tributa" Carpenter con l'ultima scena di Snake con un sigaro su una moto.

Tributo....

È purissimo plagio, altro che tributo. Praticamente la scena era uguale a quella di uno dei due film (Non ricordo quale però) di Carpenter.



Vabbeh, si fa spallucce, ormai sono anni che Kojima si è distinto con questo media boicottando il personaggio creato da Carpenter. Però che cazzo, nessuno che ne parli mai. Se fossi in Carpenter mi incazzerei. Invece nell'ultimo film, Carpenter tributò Kojima dando in man a Snake plinsky un joypad della playstation.

Mah, se a lui va bene, mi sembra ok. Però Kojima, non prenderti i meriti degli altri, per me sei solo ridicolo.

Voi cosa ne pensate di questo "bellissimo" trailer?
Magari il 5 sarà un capolavoro, come i vecchi del resto, però seriamente. Vi pare un trailer credibile?

Sinceramente, dopo aver visto questo:



Non riesco a prendere seriamente quasi più alcun trailer.

Vi saluto con una delle scene più AWESOME di Carpenter!

domenica 24 marzo 2013

Nuovo sistema di lettura.


Ciao, emofili. Parlando con un amico ho scoperto un sistema di lettura online più semplice, immediato e sicuramente migliore che uppando tavole su un blog. Per cui ho per ora uppato l'episodio 0 e l'episodio 1 nel nuovo formato di lettura qui:

Episodio 0

Episodio 1

Come vedete, è da un po' che non vado avanti con Cuore Nero. Diversi mesi. Voglio migliorare nel disegno e nello storytelling. Cuore Nero, essendo una webcomics, non può usufruire dei sistemi tradizionali di storytelling così come ce li ha tramandati Will Eisner, ed è con questo nuovo sistema di lettura che voglio cerca un nuovo modo di raccontare. Al momento ho ricaricato in questa versione solo l'episodio 0 e l'episodio 1.

Segnalibro degli episodi

A breve carichero anche gli altri.

Beh, vi saluto con questa mia ultima creazione su Batman.



lunedì 18 marzo 2013

Detroit Metal City DMC (Piccola recensione senza spoiler)


Salve a tutti voi gentilissimi lettori merde. Come state?
Penosamente pene.

Dunque sono qui per parlare un po' di Detroit Metal City di Wakasugi Kiminori.
Non so molto su questo autore, anzi, non so praticamente nulla! Non conosco l'età, non conosco i suoi titoli di studio, non so assolutamente nulla se non che fosse un fan moderato (credo) dei Kiss. Per chi fosse interessato sarà presente al Napoli comicon 2013, eccovi la notizia.

Dunque, Detroit metal city (DMC per far prima, ma non sta per Devil May Cry) è un prodotto contorto.

Mi spiego, è stranissimo. Non ha alcun nesso logico e non c'è una vera e propria continuity. È veramente divertentissimo, ma è di un umorismo grezzo e a volte parecchio volgare. Basti leggere le traduzioni dei testi delle canzoni. Purtroppo ho trovato solo questa, ed è in lingua originale arrangiatevi.

C'è da dire che per un non giapponese le canzoni risultano parecchio fighe.


Nulla da dire sulle storie, sempre divertenti, assurde e nonsense al punto giusto da far sbellicare dalle risate. Mentre i disegni....

Dunque, i disegni.

Come con l'attacco dei giganti, i disegni del manga sono la merda.

-Fine recensione-


....Ok, vi spiego perché i disegni sono la merda. vi farò vedere alcune vignette ed illustrazioni, pochissime perché non vi voglio spoilerare nulla, benché disegnato male le storie sono davvero divertenti e vi consiglio di leggervelo o vedervi l'anime, o il film, perché stranamente ne esiste uno.



Allora, non è uno spoiler quello che sto per fare poiché questa è praticamente la seconda tavola del manga. Lui è il protagonista, Sò. Ora, se vedete bene, di realismo non c'è nulla direte voi. In realtà un po' sì. Si vede lontano un miglio che Wakasugi si sia sforzato di rappresentare i tipici tratti somatici di uno sfigato nipponico. Basti vedere il naso e la bocca più piccoli del normale, il classico caschetto giapponese (anche se è un po' uno stereotipo di tratto somatico nipponico) è una ciliegina sulla torta.
Dunque, a parte questo, Wakasugi non riesce ad essere realistico per niente, non credo, in ogni caso, che sia il suo intento quello di essere appunto realistico, basti vedere le assurdità delle storie e di alcuni elementi come il batterista del gruppo, è tutto molto caricaturale, cartoonesco.
Anche se poi l'attore del film è identico.



E poi c'è la questione dello stile, no? Beh, sì, in teoria si ma...

Bisogna vedere le tavole vere e proprie per capire.


Ok, questa tavola mi è capitata per caso, non trovate strani alcuni elementi?
Iniziando dalle anatomie, i crani sono davvero deformi e brutti da vedere, i drappeggi dei vestiti sono piatti, per nulla credibili e la profondità di tutto non esiste..... E poi la tipa nell'ultima vignetta ha 4 dita! Dov'è finito l'anulare?  Se lo sono mangiati i tirannosauri? Ma poi dove avviene questa scena? In un bar? Non si capisce nulla. Poi non capisco questa abbondanza di baloon o della continua presenza di Krauzer dietro le spalle di Sò, quasi a voler ricordare costantemente al lettore che Sò è Krauzer.


PFFFFFFFFFFFFFF......Dunque. Perché mi viene da ridere? A parte perché questa tavola, che fa parte della prima storia, narra un episodio divertentissimo, e poi è anche disegnata male, rendendo il tutto ancora più divertente. Perché è disegnata male? Guardiamo la vignetta  del tipo a torso nudo. Ha una testa enorme, i muscoli sono disegnati sul suo corpo, non sono davvero muscoli, per non parlare dell'anatomia da pupazzo, poi, restando coerente con se stesso, Wakasugi non gli disegna nemmeno il sottomento nella vignetta successiva, lo fa sembrare davvero uno storpio, mi chiedo come faccia a parlare XDDDDD
Poi non riesce proprio a disegnare i crani, per non parlare dei vestiti per niente credibili e della "tridimensionalità" dei corpi e i volumi che non esistono rendendo il tutto piatto e brutto.


Dunque... Da dove iniziare? Il profilo di lei.... Guardatelo. Davvero. C'è bisogno di dire DAVVERO cosa c'è che non va? Seriamente, basta vederlo quel profilo per accorgersi che è davvero brutto e finto. Sembra un pupazzo. Le pieghe poi, sempre finte. I crani sempre brutti, ed enormi rispetto al corpo, oltreché le mani, quella che mantiene il bicchiere di Krauzer è stranissimo. Il tavolo e le sedie poi sono davvero strani anche se, ad occhio e croce mi pare siano messi benino in prospettiva. Krauzer è ridicolo vestito in quel modo, ma è perfetto per la scena che racconta, in questa tavola sono CREPATO dal ridere soprattutto per quello che sta pensando Krauzer. "Ti è piaciuto darmi del maniaco ieri, vero? Vedremo cosa ne penserai  dopo che te lo avrò messo nel culo, zoccola." XDDDDDDDDDD

Ok, ultima cosa prima di chiudere.

Ho trovato questa illustrazione e vedendola sono morto dalle risate. Ma cosa dovrebbe rappresentare questa illustrazione? Una ipotetica cover della band musicale? Dubito che esistano case discografiche nella realtà che appoverebbero una cagata simile XD Iniziamo dalla composizione. Sono i due cantanti che stanno per saccagnarsi di botte con ascia e spada mentre il batterista sta per metterli sotto con il pullman. Questa visione laterale è bruttissima da vedere, per non parlare delle anatomie di scorcio che sono veramente orrende, poi il vestito leopardato di quello a destra non funziona bene perché in teoria è saggia l'idea di usare le macchie del leopardato per dare il volume del corpo, ma così com'è realizzato lo fa sembrare ancora più piatto invece. Non lo so, io avrei optato per qualcosa di diverso, inquadratura e composizione, il batterista deve per forza guidare il pullman che dovrebbe metterli sotto? Non sarebbe meglio se avesse un'arma da fuoco o qualsiasi altra cosa  con cui poter creare compositivamente altro, magari di figo con 3 elementi?

Mah, non so cosa dire.

In ogni caso, adoro Detroit Metal City, è divertentissimo ed è un ottimo passatempo, soprattutto se non ci si prende troppo sul serio i disegni che rendono il tutto ancora più divertente per quanto sono brutti.

PRO-

+ Storie divertenti
+ Puoi iniziare a leggerlo da qualsiasi numero
+ Canzoni fighe

Contro-

+ Disegni bruttissimi
+ A tratti volgare
+ Parecchi luoghi comuni sui metallari

Voto: 7/10

giovedì 21 febbraio 2013

Come bisognerebbe studiarsi l'anatomia della testa.

Salve a tutti, immagino che sarete un po' delusi nel non vedere un post sulla china della tavola scorsa, mi spiace molto ma preferirei definire la tavola in modo perfetto prima di "completarla" e per via di vari impegni non ho molto tempo a disposizione.

Sono qui per parlarvi della testa, elemento anatomico importantissimo di cui non tutti sono provvisti.

Detto questo io vi diro come, secondo me, andrebbe studiata l'anatomia di una testa, anzitutto partendo dal cranio.

Che cos'è un cranio? Il cranio è la struttura ossea  di cui è composto la testa, come ben dovreste sapere, lo scheletro è la struttura solida che ci permette di compiere movimenti e di bloccarne altri.
Visto che nessuno mi paga per spiegare bene le cose, né è un esame, né perché interessi a qualcuno ma soprattutto perché non ho voglia di approfondire, ora passiamo solo al singolo elemento anatomico che tratteremo in questo post. a Tal proposito fate partire questo link che vi aiuterà a concentrarvi meglio.

Anzitutto dovreste studiarvi ogni singola parte di un cranio, non dico per forza sapere a memoria i nomi delle ossa che costruiscono il cranio, ma quasi. Di sicuro dovete sapere come sono fatte le forme, quindi ora postero un mio studio che però non dovete copiare. Cercatevi foto o disegni professionali di libri di medicina per studiarvelo meglio di me. Da questa immagine al massimo potete capire a grandi linee i nomi delle ossa.


Cosa c'è da dire in più sul cranio? Che non tutti i crani sono uguali. I crani, come ci insegna Adrew Loomis, possono essere di forme diverse e sono la base principale che rendono sempre diversi i nostri volti. Ecco degli esempi di crani:
A cosa serve sapere questo? Ecco un'immagine che spiega meglio che cosa intendo dire.

Come potete vedere da questi disegni di Andrew Loomis, potete capire che il cranio ha una parte fondamentale nell'aspetto del volto di ogni singolo individuo.

Detto questo, molto ahum ahum, passiamo all'apparato muscolare del volto. Volto, non testa, VOLTO. E non Voltaire.

E non voltatevi, teste di cazzo.

Ora, come per il cranio, postero degli studi miei personali fatti attraverso libri di medicina, vi consiglio di fare altrettanto, di stare attenti al muscolo chiamato "buccinatore", e soprattutto, se può aiutarvi a capire meglio dove si collocano i muscoli, di disegnare con un foglio mozzarella o  su un tavolo luminoso SOPRA il cranio che avete già disegnato. Vi dovrebbe semplificare a capire dove si collocano i muscoli.

Ok, ora che sapete cranio e muscoli (Anche se in questo post ve l'ho semplificato  di molto, ma servirebbe un libro intero per spiegare effettivamente a cosa serve ogni singolo muscolo, non né ho il tempo, né la voglia e soprattutto non lo voglio fare gratis come già spiegato poc'anzi.) vi chiederete una domanda guardando i disegni vostri e quelli prese da foto, da disegni di professionisti ecc ecc

Sono completamente diversi. Perché?

Questione di proporzioni. Il nemico mortale per ogni disegnatore che si rispetti, più affronti le proprozioni con facilità e naturalezza e più sei considerabile un disegnatore incredibile.

Purtroppo come molti altri, anch'io con le proporzioni non me la cavo tanto bene, specie quando, nel volto, bisogna disegnare le espressioni della faccia. L'unica è studiare da foto, ma andiamo con ordine.

PUNTI DI ANCORAGGIO.

Cosa sono i punti di ancoraggio? I punti di ancoraggio sono, appunto, punti che servono a creare i poligono all'interno di un manichino (Immagino che se state leggendo il post sapete che cos'è un manichino in campo fumetto, non posso credere che non sapete di cosa si tratti, sinceramente). Ecco un'immagine.


La gabbia che compongono i piani sono detti poligoni, sono tutti perpendicolari tra di loro e creano dei punti che, appunto, sono i nostri punti di "ancoraggio". I punti di ancoraggio ci servono per capire come viene alterata una zona all'attivarsi dei muscoli della faccia per una determinata espressione, e sono anche ottimi punti di riferimento per capire quand'è che le proporzioni della nostra faccia non funzionano. Dimenticavo di dirvi che i "piani" servono per capire meglio dove collocare le ombre, ma ne riparliamo in un altro post, magari. Ora, NON copiate questa immagine. Non è un disegno, è un modello 3d, sarebbe difficile e anche inutile riprodurlo in 2d con un disegno a matita, voi non siete il computer con cui è stato realizzato. Voi non potrete MAI ricordarvi tutti quei punti di ancoraggio, Bisogna trovare dei riferimenti più semplici, ed ecco un mio disegno.

Che cosa riproducono i piani di questo modello poligonale? I muscoli che sono sotto la pelle, i punti di ancoraggio sono ben visibili, e i piani verranno mutati con le esecuzioni delle espressioni.

Già, le espressioni.

E non quelle di matematica o aritmetica... Anche se presumo da ignorantone di quella materia che quelle sono decisamente più difficili.

Allora, come disegniamo le espressioni senza però perdere le proporzioni? Anzitutto, conviene avere o uno specchio o, come me che sono un nerd geek del cazzo, uno stock di espressioni facciali che vi suggerisca QUALI muscoli vengono tesi quando si fa un'espressione facciale, e visto che sono un egocentrico figlio di puttana ecco qua:


Sì, lo so che mi amate e che mi trovate l'uomo più bello della terra <3
Ma basta leccaculate e torniamo alla lezione.  Cosa notiamo nella mia espressione da ebet...Ehm, gioia? Notiamo che i muscoli zigomatici si sono rialzati il buccinatore, che non si vede ma che si capisce che è in funzione, allarga la bocca a forma di D rovesciata. Proviamo a riprodurre, tramite il manichino poligonale, tale espressione.



 L'espressione funziona, ma non rispetto alla foto. Perché? Perché non ho esagerato con la deformazione dei punti di ancoraggio che fanno sembrare il manichino ancora troppo normale.
Sembra una risata forzata, la bocca doveva essere più su così come le sopracciglia, basta vedere la foto, salgono di più. Proviamo con altri esempi più semplici.


Scegliamo un'espressione "minacciosa", perché non subisce troppe alterazioni a livelli di muscoli, e quindi è più semplice rispetto alla risatina ebete di prim...

Ehr, la magnifica foto di arte moderna di prima, ecco.


Vedete? È più coerente alla foto, sopracciglia permettendo, soprattutto cercate di fare foto più dritte possibili per capire meglio i muscoli che vengono alterati, non come me che sono una testa di cazzo che nella foto sono leggermente di tre quarti.

ERA IL MIO PROFILO MIGLIORE.

Che cazzo, è già abbastanza imbarazzante fare un post con delle mie foto, cercate di non rompere le palle.


L'espressione "spaventata" subisce delle deformazioni ENORMI rispetto a quella "minacciosa", di conseguenza molto più difficile da riprodurre. Anche perché, da come notate dalla foto, la mandibola( NON LA MASCELLA, IDIOTI, LA MANDIBOLA) si distacca dalla mascella, provocando una forma a O della bocca, e non c'è nessun pene invisibile, ve lo assicuro.

Gli zigomatici sono schiacciati, il buccinatore inattivo, l'orbiolare della bocca fa la maggiorparte del lavoro.

Come potete vedere è sempre coerente alla foto, ma subisce alcune variazioni, considerate bene anche l'angolazione della testa, un collo che porta indietro la testa rispetto al busto rafforza l'espressione di paura, ma in questo post che ci limitiamo alla parte anatomica della testa, ci può bastare.


...Devo ammettere che sembra più un'espressione sofferente che ringhiosa. Sembra quasi che qualcuno mi abbia dato un calcio nei coglioni facendomi incazzare come una iena. Oh beh, ci basterà anche questa per studiare l'espressioni, infatti vediamo gli zigomatici che si schiacciano verso il naso e gli occhi che vengono chiusi e si concentrano al centro dei due obicolari dove  si incrociano le sopracciglia. Il setto nasale per farla breve, vedete come tutto è tirato verso quel punto?


Bene, con questo voglio chiudere perché mi sono rotto le palle e sono stanco.

Ma prima vi faccio fare un'ultima risata che mi ha causato una forte dose di bestemmie tali da farmi bandire dalle chiese locali.

Girando per internet ho trovato template di espressioni facciali, potevo risparmiarmi di fare le foto per usare queste.

Vaffanculo Google.

lunedì 18 febbraio 2013

Come bisognerebbe studiarsi una tavola.


Ecco, è esattamente così che ci si sente quando qualcosa non funziona.
Perché quel particolare è fuori posto, la prospettiva è distorta, l'anatomia non è credibile ecc ecc
Possono essere tanti i particolari che non funzionano in una tavola.
Vediamoli insieme, vi propongo una tavola di una storia che disegnani circa un anno fa.

Vediamo assieme gli errori.

A parte alcuni errori di regia, cosa dice la sceneggiatura? Purtroppo, dopo un anno, non ho idea di dove sia finita la sceneggiatura, per cui fidiamoci di quello che vediamo e proviamo a ridisegnare la tavola assieme. Ho scelto una tavola abbastanza semplice, con pochi sfondi, in alcune vignette non ci sono proprio. Ricordatevi però che nel mercato francese, ad esempio, il fondino ci deve essere SEMPRE.
Anzitutto, come si inizia? Ognuno ha i suoi metodi io uso il sistema classicissimo e meno figo del manichino.

Ecco qui. Come vedete ho apportato alcuni cambiamenti registici, il primo è quello dei personaggi che seguono meglio il senso di lettura. Cos'è il senso di lettura? È il sistema  che usiamo per leggere i fumetti, nel nostro caso che siamo occidentali è da sinistra verso destra. Detto questo, a cosa serve? Serve a rendere più immediato e semplice la lettura di una tavola, principalmente è un lavoro che si chiama Storytelling, Will Eisner, celebre fumettista americano disegnatore di The Spirit, scrisse un libro ENORME che parla di Storytelling, se vi interessa eccolo qui.
Sicuramente lui saprà spiegarvelo anni luce molto meglio di me, prendete quel libro come una bibbia.

Detto questo torniamo alla tavola....

Immagino che ognuno di noi abbia un disegnatore di riferimento, il mio ad esempio è Carlos Gomez, il mio disegnatore preferito.

 Bene, vi ricordo che non serve avere soltanto un disegnatore di riferimento, serve anche avere una buona e ferrata documentazione, per questa tavola mi  sono documentato, ad esempio, con uno screen di un gioco che amo moltissimo Dragon's Dogma.


Eh sì, ragazzi, la documentazione è buona ovunque, persino in un videogioco se è attinente e credibile il giusto (Qualità della foto a parte), ma ricordatevi anche siti piene di foto, o perché no, riviste.

Dunque...



Nell'alamancco del west di Tex realizzato da Carlos Gomez c'è un vecchio che assomiglia moltissimo ad Abe. Quindi lo prendo come punto di riferimento, studiandone bene i dettagli con attenzione. Ricordate una cosa ragazzi, non è plagio rifarsi a grandi maestri A MENO CHE tutto l'albo non sia un enorme plagio come il caso di Di Clemente col suo Nathan never che plagia brutalmente Batman Hush di Jim lee.

Copiare una vignetta in un albo di 94 pagine composte da 6 o più vignette non è un reato.
O perlomeno così la penso io, ad ogni modo, ricordatevi che anche le foto sono utilissime. Anzi a volte è più consigliabile rifarsi a foto piuttosto che ad altri disegnatori, specie per i cavalli, ma di questo ne parleremo un altra volta.Enrique Breccia, celebre disegnatore argentino, diceva di non prendere nessun disegnatore come punto di riferimento poiché si potrebbe finire con il copiare anche gli errori. Non è una mentalità sbagliato, ma essendo pigro e non essendo un genio, Carlos Gomez, che è realistico al punto giusto, mi andrà più che bene.



Disegnare una donna è da sempre, per ogni uomo, difficile, così come per una donna è difficile disegnare un uomo. Anche perché noi abbiamo un solo sesso... (Ok, appena finite le battute continuate a leggere)




....Ecco, quindi, dicevo, avendo un solo sesso possiamo vederci allo specchio e carpire alcuni lineamenti tramite la nostra immagine riflessa. Ecco perché alcuni uomini non hanno difficoltà a rappresentare la rudenza e la virilità di un uomo ma avere difficoltà a rappresentare la dolcezza e la morbidezza di una donna. È una questione mentale e di subconscio, quasi istintiva. Ovviamente non è una regola fissa! Può anche capitare che sia il contrario o che non ci sia alcun problema, vedesi Carlos Gomez, perlappunto, che disegna delle donne veramente incredibili e fappa....Fantasticissime. In questo caso, sempre nell'alamanacco del west, c'è questa ragazza che ha dei lineamenti perfetti, utili per quello che devo fare.


....Ok, lo so cosa state pensando, ma andiamo gentaglia, state parlando con un bastardissimo egocentrico figlio di puttana, è ovvio che utilizzo anche mie foto per documentarmi nelle espressioni facciali o altro. In questo caso visto che PER PURISSIMO CASO il personaggio protagonista qui mi somiglia, ecco che eseguo una foto per realizzare al meglio l'espressione di Gill. Vedete come emane fastidio e aggressività nell'espressione, ha appena udito qualcosa che gli ha dato fastidio.


Ok, in questo profilo non mi sono documentato, e si vede, ci sono alcune cose che anatomicamente non tornano, dovete capire che non si può essere fotodipendenti e bisogna cercare di abituarsi a farne a meno PERLOMENO per la rappresentazione dei volti. In ogni caso, a differenza della tavola iniziale, in questa tavola questa vignetta che vede Gill con aria seccata che guarda fuori campo. In questo caso, non solo ho rappresentato Gill senza cappuccio (Anche perché in effetti è ridicolo che una persona vada in giro dentro una taverna con alzato su il cappuccio) ma l'ho disegnato di profilo perché seguisse il senso di lettura per essere coerente con qualche vignetta  più su, e per dare più senso di aggressività nella vignetta.


In questa vignetta, oltre al senso di lettura, ribaltando la vignetta, ho dato maggiore spazio ai personaggi secondari, tra cui Abe, che ha, in questo caso, un maggiore senso di perplessità data dal movimento delle mani, e la ragazza, Sally, con le braccia incrociate tipiche di chi si sta trattenendo con pazienza.
In questa vignetta l'angolazione della telecamera è cambiata, il gesto dei piedi in ogni caso, personalmente trovo che non funzionano e che andrebbero riviste maggiormente, ma registicamente la scena funziona decisamente di più rispetto a prima, anche perché gli stivali sono documentati e presi da qui.

Quindi ricordatevi di documentare ogni cosa. Più un oggetto è in primo piano maggiore deve essere la documentazione e la precisione dell'oggetto in questione.

In questa vignetta mi sono limitato al primo e il secondo piano inserendo i personaggi e il bancone e nient'altro, una cosa molto semplice. Perché? Perché, come ci dice Alex Toth, siate pigri e qualsiasi cosa vogliate fare fatela BENE.

Vi lascio quindi alla tavola, alcune cose andrebbero riviste e migliorate, cosa che probabilmente farò, ma privatamente con maggiore tempo e calma.

Magari la prossima volta vedremo assieme come inchiostrarla. Alla prossima!